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Giro d’Italia per fotografare cuoche e cuochi stellati da inserire nel libro “La caccia di Igles e dei suoi amici”

Sono già nove i cuochi fotografati in questo periodo girando l’italia, in particolare la parte nord.

Sappada  si trova a pochissimi Km dal confine Austriaco e poco più in giù da quello sloveno.

Per noi piemontesi una bella attraversata da ovest a est per l’intera distanza di quell’Italia del nord. A Sappada si trova il ristorante Laite, che nel dialetto sappadino vuol dire prati ripidi, rive. Noi arriviamo dopo un’arrampicata piovosa e autunnale tra le strade che passano in mezzo a boschi di pini e prati curati. Così senza faticare troppo il navigatore dice che siamo arrivati a destinazione, davanti a una fontana due piccole finestre e un’entrata tutta di legno.

Davanti al ristorante.

Roberto e Fabrizia ci aspettavano verso le le 15.30, ma noi sabaudi si sa abbiamo il vizio di essere programmatori e scrupolosi agli appuntamenti, così sulla tabella di marcia siamo un’ora in anticipo. Tutto il tempo e tutta la calma per mangiare in famoso tiramisù di Fabrizia prima di montare il set fotografico. Roberto ci dice più volte di essere onorato della nostra visita e felice di partecipare alla realizzazione del libro, ma quasi subito mi accorgo che quello onorato di essere lì sono io. Questo giro dìItalia è appena iniziato ed è subìto diventato un contenitore di storie e luoghi davvero inaspettati. Posso pensare ai duemila km fatti, ad organizzare gli appuntamenti e gestire i rapporti e le dinamiche per arrivare alla foto giusta sia un lavoro faticoso e difficile, ma quasi subito ogni fatica e ogni km volano via davanti alle persone che man mano incontro. Forse varrebbe la pena raccontare di questi incontri, senza ricette o ristoranti, ma semplicemente parlare delle vite e delle storie di ogni persona conosciuta. Roberto parla e scherza ripetendo con insistenza e con metodo se può offrirci un caffè, un bicchiere di vino, un piatto, così cedo solo davanti all’offerta di un Barbaresco, ma devo ancora iniziare a lavorare, e il tiramisù successivamente il Barbaresco hanno mi hanno messo su una strada giusta e zen per questo lavoro. Direi anche questo un buon inizio.

Così dopo che anche l’ultimo cliente paga il conto e ci lascia la sala libera incontriamo Fabrizia, siamo ancora seduti al tavolo mentre facciamo due chiacchiere e organizziamo gli scatti dei piatti. Roberto continua e chiederci se vogliamo qualcosa e fare collegamenti ai nostri produttori langaroli, battute:

“ahh, quello è davvero un tradizionalista come piace a me…”

” Si lo conosco…”

“Apriamo due bollicine?…”

“vuoi un caffè?”

Insomma tutto succede tra battute e racconti, scatti e sorrisi fino all’ultima foto. Il ritratto lo tengo sempre alla fine, dopo che si si è conosciuti meglio e che abbiamo capito un po’ di più chi siamo.

Inquadro e scatto, loro stanno al gioco e con facilità. Acquisiamo anche le ultime immagini che ci servono per chiudere il lavoro.

Ritiriamo, chiudiamo, carichiamo sempre sotto un’uggiosa giornata che normalmente mi intristisce, ma oggi non particolarmente. La macchina è ormai con il muso verso valle, verso Gorizia, Cormons dove abbiamo il prossimo ristorante e la prossima storia da ascoltare: Trattoria “Al cacciatore” de La Subida Chef Alessandro Gavagna.

 

Potete seguirci su: La caccia di Igles e dei suoi amici.

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Alcune immagini di questo post sono di Sarah Scaparone

 

 

Le stradine sterrate nei dintorni di Campobello di Licata scivolano sulle collinose distese del paesaggio Siciliano più affascinante e selvaggio che io conosca. Far west ideale per me dove perdermi e fotografare , ascoltare musica e incastrare progetti futuri. Niente è regalato, si fatica comunque anche se molti diranno di volere essere al mio posto. Si pure io voglio essere al mio posto e comunque in questi giorni sono molti i luoghi in cui fluttuo tra reale e surreale. Ad esempio la stradina sterrata che ho appena imboccato conduce verso la cima di una collina, Virgin Radio mi regala un pezzo di storia del rock anni 70 i Deep Purple cantano Black Night, tutto diventa possibile, anche l’abbinamento “cipolle ai papaveri”. Faccio retromarcia, la stradina è finita contro delle bianche rocce friabili. Stretto tra il campo di cipolle e la ripida roccia decido di sacrificare qualche ortaggio per manovrare senza troppi rischi. Scendo. Comunque nel frattempo alcune immagini le ho catturate, e proseguo ora verso il basso.

Sono sempre più confuso. Intercalo telefonate con Flavio, a ricerca di paesaggi da fotografare, riunioni su Skype e appuntamenti siciliani. Flavio ed io stiamo organizzando le tappe per il libro “La Caccia di Igles e dei suoi Amici” 24 chef sparsi in italia da fotografare, prima tappa il 21 maggio in Umbria casa Vissani, poi il 30 si parte da Sanremo da Paolo Masieri del ristorante “Paolo e Barbara” e poi dritti verso Gorizia… forse.

Il mio ufficio è la macchina come sempre in questi viaggi. Cerco i campi da fotografare e telefono, ma qui dopo la curva non c’è più “campo”…la linea cade, e decido così di rientrare in cantina dove l’azienda Milazzo mi ospita, linea wi fi inclusa. Insomma, solita routine quotidiana di cose da fare ed emozioni varie, oggi forse è domenica, nonostante la mia irrequieta vita sembra che qualcosa abbia un senso, anche se davvero non so quale. Queste alcune le foto della mattinata persa.

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