ISTANTANEE

25 gennaio 2012

Michelin, lo spazio del lavoro. Il vero lavoro fatto di materia e sudore, di turni e stagioni, gerarchie e amicizie, ritardi, pause, corriere, biciclette, entrate e uscite, carrelli, scale, grasso e muri e vetrate e rumori metallici, vapore e gelo non è lo spazio riempito di un edificio, non è mai la macchina chiamata fabbrica. Il vero spazio del lavoro e quello dentro le mani, le facce, gli occhi degli uomini e delle donne, locali, stranieri, giovani e anziani che lasciano abbondanti pezzi di vita in geometrie al di fuori del proprio paesaggio. Per questo quando un fotografo come me entra in questi spazi prova una grande emozione e una grande responsabilità mentre scatta “istantanee”.

TRASPARENZE TRA LUCI E OMBRE.

24 gennaio 2012

La lunga vetrata opaca corre parallela al muro di mattoni, forma un corridoio per l’effetto ombra cinese di bicchieri e di calici appoggiati sui ripiani trasparenti. di tanto in tanto sfilano veloci le cameriere vestite di scuro. Sempre, quando vado a mangiare, il mio occhio cade su quella vetrata, e immagina figure di luci e di riflessi, di facce allungate e poi corpi cicciosi che allineati aspettano il cliente “che li beva”. Ieri sera mentre aspettavo Piero, finalmente ho giocato con queste immagini.

DACCI OGGI IL NOSTRO PANIKO QUOTIDIANO

7 gennaio 2012

Ieri andata e ritorno Fossano Bologna Fossano per incontrare il circo, l’amico Daniele Pezzoli, Francesca e discutere il progetto del festival ad Alba. Giornata piena di parole, progetti, km e ore (mi sa più di 24). Mi dicono che era la giornata della Befana e un lontano ricordo di calze, noccionile e mandarini pizzica una leggera nostalgia. Ora guido nella notte del ritorno alla base e rivedo con il pensiero pezzi di Bologna e del Paniko quotidiano, allora tra scintille di catarifrangenti autostradali e stelle che sfrecciano fuori dal finestrino cerco la mia cometa.

Provo da tempo, però senza troppo successo, a riordinare le idee, almeno questa notte nel silenzio del rumore dell’autostrada faccio la lista delle cose da organizzare per Phoodvision con Paniko incluso.

Aprile è dietro l’angolo.

Districarsi da tutte le sensazioni che mi trapassano lo stomaco in questi mesi è veramente difficile e seriamente dolente, ma in fondo… in fondo, in fondo è anche piacevole; altrimenti non si spiega tanta masochistica perseveranza e bravura nel mettermi sempre in situazioni “creative” che si moltiplicano esponenzialmente ad ogni nuovo incontro ciuciandomi energia e vita. Insomma la formula è quelle del tre o quattro per due. Allora guido e basta.

AAAAAAAAAHHHHHARRIVOOOOOOOOOO!!!!!!

4 gennaio 2012

In quei giorni era appena iniziato l’anno nuovo e molte persone si trovavano ancora in ferie.

Dalla lettera del cliente ai suoi fornitori:

…”Una volta ultimati gli scatti, sempre giovedi pomeriggio, dovremo selezionare quelli definitivi cosi poi Davide Dutto gentilmente li potrà inviare lo stesso giorno a N. che li impagina e li abbiamo pronti per lunedi mattina.”

EEEEEEEEhh… cosa? Eccccchesono Nenbo Kid.

Ma certo!!! Nembo Dave Kid il fotografo più veloce del West!

Iniziamo bene l’anno, con queste richieste, per altro di routin quotidiana, niente che mi spaventa più di tanto, ma insomma tra commercialista, clienti, chiusure, inventari, e servizi vari qualcosa davvero non quadra più.

Ma che cavolo!!

E dicono l’effetto della crisi, in effetti sarà pur questo l’effetto!!!?

Comunque venerdì corro a Bologna per incontrare il Paniko, e almeno per un giorno ritorno nel mio ambiete più giusto.

…EVVVVABBBE’ ALLORA TANTI AUGURI!!!

24 dicembre 2011

SENSAZIONI FORTI

18 dicembre 2011

“Ciao Davide”

La voce arriva da dietro le mie spalle, la in fondo al lungo corridoio che divide i vari bracci di Rebibbia.

“Ciao Davide?”

Sono solo mentre fotografo le strutture della mostra fotografica, l’agente è rimasto al cancello d’entrata; strano 1800 detenuti e quasi altrettanto agenti e qui mi sento quasi solo. Assurdo ragionamento mentre leggo e spesso vedo il sovraffollamento nelle carceri italiane… Si ma capisco anche che in questo momento i detenuti sono nelle celle, però l’effetto è grande. Cancelli e lunghi corridoi, linoleum nero a terra e l’eco di passi e voci lontane… odore di vernice fresca, domani verrà a far visita il Papa.

Ah si la voce, mi giro e dentro la stanza della biblioteca che s’affaccia al corridoio Salvatore. A maggio con lui siamo andati a cucinare per le cene carbonare.

Salvatore 29 anni di galera tutti d’un fiato e un anno ancora da passare, già organizza il dopo.

Parliamo brevemente, mentre mi fa vedere delle foto nella sua postazione computer sovrastata da una grande bandiera rossa con  la faccia di Che Guevara che sembra guardarci perplesso. Così inizia la mia giornata a Rebibbia. Mostra fotografica, rinfresco, rappresentazione teatrale e collegamento in diretta con Radio rai 1, entrata ore 12.30 uscita 19 circa.

Con Salvatore dicevo ci siamo conosciuti a maggio e anche l’agente mi riconosce, insomma un po’ ormai mi sento a casa… (mi si consenta la battuta stupida). La sensazione comunque è quella di conoscere in parte le dinamiche di movimento che all’interno di un carcere, sia pur grande come questo, ci sono. Quindi altra giornata intensa piena di parole e incontri fino allo spettacolo finale e poi l’intervista e la ripartenza per Fossano con previsione di arrivo a notte inoltrata. Ancora una volta le parole sentite e le persone incontrate sono entrate direttamente nell’animo provocando quelle sensazioni forti.

DI MOSTRA IN MOSTRA, DI CARCERE IN CARCERE.

14 dicembre 2011

Domani si va a Roma, Rebibbia, in particolare in carcere per tre mostre fotografiche.
Non so ancora bene chi me lo fa fare, ma intanto lo faccio. Continuo veloce a passare il mio tempo in galera, incontrando detenuti e storie sempre terribilmente diverse, sempre terribilmente uguali. Buffa dice che la situazione all’interno delle carceri italiane rispecchia ciò che sarà il futuro per la società civile tra alcuni anni. Ecco niente ottimismo allora, sentendo queste storie recluse scorrere via come da un rubinetto perennemente aperto.

PROGRAMMA EVENTO.

16 DICEMBRE:
ore 14:00- 15:00/15.30: apertura delle porte al pubblico e visita alle mostre fotografiche di Davide Dutto.

ore15.00-15.30 momento rinfresco, organizzato dalla cooperativa sociale Men at Work, con la collaborazione di chef italiani.
ore 16:30-17:30: spettacolo teatrale incentrato sul Giulio Cesare di Shakespeare, realizzato da una delle compagnie teatrali del Carcere di Rebibbia.

ore 17:40-17:30: collegamento radio in diretta con Radio Rai 1, programma Tornando a Casa, condotto da Enrica Bonaccorti
ore 18:00-18.30 tutti fuori.

Sarà possibile partecipare ad entrambe le iniziative solo tramite richiesta invito.

21 DICEMBRE

ore 14:30-16:30: stesso programma del 16 dicembre. Visita mostre + momento degustativo (piadine)

ore 16:30: momento teatrale. Giornata dedicata al “Premio Enrico Maria Salerno” la cui premiazione avverrà all’interno del teatro del carcere. Saranno premiate le opere vincitrici del concorso di scrittura di “opere teatrali per giovani”, a seguire verrà messa in scena l’opera vincitrice del premio 2010.

i tempi saranno più o meno gli stessi, forse leggermente più lunghi vista la premiazione.

Ore 18:30: tutti fuori

http://www.guidoristorante.it/

9 dicembre 2011

In netto ritardo, ma con il medesimo entusiasmo dei primi momenti, vi comunico la pubblicazione del nuovo sito di Ugo e Pero Alciati Ristorante Guido. La cucina e la sala sono i luoghi, cuochi e camerieri l’anima. Il territorio Pollenzo la porta delle Langhe. Ancora ritmi, profumi, colori e rumori in cucina e una ovattata parlantina, luci soffuse, via vai di cameriere, mattoni e alte volte in sala caratterizzano il ristorante e le immagini che ho scattato dai fratelli Alciati. Ugo dal carattere pacifico ma deciso nei momenti giusti, rappresenta la cucina, Piero snello, veloce e accogliente rappresenta la sala. Insieme continuano la tradizione di una Famiglia dedicata al cibo e al territorio di altissimi livelli. Ecco sono sempre il fotografo di prima e non il gastronomo, ma mi trovo spesso a parlare di queste cose con grande imbarazzo e paura di dire troppe stronzate. Però questo è in poche parole quello che i Fratelli mi hanno passato sensazioni di un fotografo ambulante, sia ben inteso sempre solo un fotografo. Ciao

E POI LA BRINA…

5 dicembre 2011

Così la brina cristallizza le gocce di sottili nebbie sui contorni delle foglie,

dei cespugli, dei prati ai bordi delle strade tra Langhe e il Roero,

come in tutti i posti di quest’inverno incombente.

Non nevica

non ancora

i colori resistono un altro po’.

FINALMENTE UN PROGETTO COMMERCIALE

4 dicembre 2011

Lunedì finalmente va in stampa un mio progetto strettamente e squisitamente commerciale.

Fotografie e basta!

Spesso mi dimentico che IO VENDO FOTO.

Si insomma, faccio il fotografo e mangio se le mie immagini vengono acquistate. Quindi almeno per cinque minuti niente mostre, niente dibattiti, incontri o eventi, progetti, parole, telefonate, discussioni di gruppo.

Stop.

Sono solo canzonette non mettetemi alle strette…” diceva Edoardo; sono solo immagini per il gusto estetico, materico di un’immagine. Vedere, toccare e sentire il profumo dei colori. Sia ben inteso niente a che vedere con un patetico senso nostalgico di un analogico che fa parte di me, ma che non è “Me”.

La fotografia è fotografia, se è ancora il caso di ricordarlo, non è ne analogica ne digitale, negativi o sviluppo, schede di memoria o photoshop.

Allora: Langhe e Roero, e Monviso.

“Ancora Monviso???”

Beh si certo, non posso farne a meno, lui è li sempre fuori dalla finestra mentre cambiano i colori, le stagioni, le luci, i contrasti. Ogni giorno è diverso. Lo vedo, se vado a Torino in treno, scorre sul finestrino o in autostrada, insomma mi accompagna e mi viene a prendere da sempre. Le Langhe, invece sono anni che mi immaginavo una serie di fotografie da distribuire nelle librerie o nei luoghi di passaggio turistici.

Era ora!

Ecco qui due astucci contenenti ognuno 4 immagini 24×68 a colori.

Paesaggi, posti in cui ci sono passato dentro, fotografie e basta. Ciao.