Questo è il fotoblog di Davide Dutto. Visita anche: Facebook Pinterest YouTube Instagram Cibele Edizioni Sapori Reclusi

Il Piemonte sta alla Sicilia come le montagne al mare, in apparenza due opposti e non solo geograficamente. Poi capita che ci devi quasi vivere per anni in un’andata e ritorno che diventa la norma, normalità di viaggio e di permanenza. Questo è il mio caso, che ormai da più di 12 anni mi vede rimbalzare tra l’estremo Nord e l’estremo Sud, con vincoli di amicizia e di passioni che si alimentano anche nella separazione e nella lontananza. Paesaggi e persone scorrono su linee parallele di uguaglianza nascosta allontanata dai dialetti, dal cibo, dal clima e da chiusure e aperture sociali, omologati in contenitori a chiusura stagna. Io vedo sempre di più solo similitudini. Le vite dei pescatori siciliani e dei pastori sulle alpi ad esempio scorrono modellate dagli elementi che ne formano il fisico e la mente. I territori danno il necessario sostegno e vengono curati e gestiti, a volte bene a volte male in uno scambio tra uomo e territorio e viceversa, insomma una forma di nutrimento necessario alla vita di entrambi. Mangiare allora non diventa una variante secondaria, non a caso il meglio dell’espressione del cibo mediterraneo si può dire che venga espressa sommando le due geografie polari italiane.

Non so bene perché scrivo queste cose. Questa sera sono solo pensieri sparsi sul mio pavimento. Forse perché ho appena deciso la data per “scendere” in Sicilia, perché riguardo queste fotografie. Andrò per raccontare vigneti e cantine, paesaggi e persone che attraverso il cibo sono l’espressione migliore della resistenza e dell’appartenenza a quel pezzo di terra che sta tra Agrigento e Gela. In questi pensieri c’è il mare, che ogni volta attraverso con la nave che parte da Genova e arriva a Palermo. Ventidue ore di perfetto isolamento che costringe alla decompressione necessaria per mettersi in linea con il cambio di ritmo. Sicilia, Piemonte e le Grandi Navi Veloci. Sulla nave ci salgo la sera e subito si ricrea l’effetto casa dalla macchina alla cabina trasbordo il necessario per scrivere, lavorare e dare un senso di famigliarità alle anonime cabine. Una doccia e poi mi abbandono al rullio del mare, ora nero, mentre le luci della costa diventano sempre più piccole. Il resto della traversata sono fotografie, vento, colazione, onde, nuvole e preludio allo sbarco. Mentre ancora una volta tutto diventa viaggio. Ma davvero questa sera qui sdraiato sul divano mi perdo in questi e altri mille pensieri.

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  • Paolo

    Posted: 3 aprile 2016


    Bravo come sempre Davide ! Rispondi


  • marco giordano

    Posted: 27 marzo 2016


    era ora che scrivessi e mandassi ancora qualche tuo blog........salutami la Sicilia anche se non mi ha ancora conosciuto.....Marco Rispondi



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