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Torno a casa.


Questa sera torno a casa e mi viene da pensare che oggi è stata una vera guerra. Una lunga giornata di battaglia come tante di questi tempi, infatti non riesco a ricordare come prima respiravo. Siamo in guerra non dichiarata. Si, una guerra che non si vede, una guerra dove non ci sono morti sparati o bombardati, missili, bombe, carri armati, trincee, fortini o barricate. Una guerra dove però gli uomini muoiono lo stesso, ma di nascosto. Spariscono fabbriche, università, aziende, operai, pensionati, detenuti, clandestini, politici veri, pescatori, fotografi, scrittori, insegnanti, bidelli, così sparisce la cultura, il lavoro, le speranze, la partecipazione, la solidarietà. Una guerra dove spariscono spettacolo, artisti, circhi, pagliacci, cantanti, pittori, scultori, orchestre. Semplicemente spariscono. Una guerra dove scienza, cervelli, provette, cellule, laboratori, dna, medici lentamente anche loro spariscono. Spariscono informazione, giornali, televisioni, libri, telegiornali, Santoro e trasmissioni intelligenti. Tonni, petrolio, fiumi, foreste, spiagge, acqua, luce, ossigeno, cielo spariscono. Così questa sera quando mi guardo intorno vedo solo vecchi in trincea che difendono la spesa nel sacchetto di plastica, la pensione, tre soldi nascosti nel fazzoletto. Vedo giovani affogare nel mare dei ricatti e dello sfruttamento, bloccati con le mani legate. Vedo artigiani infangarsi nel pantano del sistema fiscale, li vedo cercare impossibili evasioni. Industriali soffocati dalla camorra di stato. Adesso piove, piove spazzatura e prende il posto nelle strade scivolando fiumi maleodoranti di malessere. Forse, tempo fa almeno davanti alle difficoltà economiche era possibile difendersi, magari risparmiando, ma ora in questo paese morto ammazzato nulla può più essere risparmiato, nulla salvato. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è. Sono seduto in cucina e guardo ciò che oggi sono riuscito a salvare, le mie preziose e inutili riserve. Tutto sommato sono fortunato penso, andrò avanti ancora un poco. …o forse sono già fritto anch’io questa sera davanti alla televisione con gli occhi sbarrati davanti alla trasmissione del nulla.

Tonight while I go home I find myself thinking about the daily battle. A long day of battle like any other these days. I cannot even remember how I used to breath before. We are in a undeclared war. A war you can’t see, a war with no killings, no bombs, no missiles, no tanks, no trenches, forts or barricades. A war where nevertheless people die, in secret. Factories fade away, universities, companies, workers, retired people, inmates, refugees, real politicians, fishermen, photographers, writers, teachers, janitors. And culture fades away, and work, and hope, and sympathy. This is a war where there is no more show, no artists, clowns, singers, painters, sculptors, orchestras. They just fade all away. This is a war where even science, brains, test tubes, cells, laboratories, DNA, doctors slowly fade away. Information, newspapers, television, books, news, Santoro, smart tv programs…is all gone. Nothing left of tunas, oil, rivers, forests, beaches, water, light, oxygen, sky. So tonight I have a look around and I only see old people in a trench, fighting to defend their shopping bags, their pension, few pennies hidden in a napkin. I see young people drowning in a sea of blackmails and exploitation, stuck and their hands tied up. I see artisans struggle in the finance mud, looking for impossible escape. I see business man choke because of state camorra. Now it’s raining. It’s raining garbage, which flows in the streets like a stinky river. Just some time back it was possible to protect themselves from financial crisis, maybe with a bit of saving. But now in this murdered country nothing has been spared. Sooner we realise it, the better. Sitting in the kitchen I look at what I have saved today, my precious and useless reserves. It seems I am lucky, I will survive a bit longer…or maybe I am already dead tonight, in front of my TV, my eyes wide open gazing at the show of nothing.

  • Fabio

    Posted: 5 Luglio 2011


    Davide condivido i tuoi pensieri, quelli di Nando e quelli di Ben.... amara consolazione in questo disastro economico che è la nostra Italia. Intanto il nulla politico dalla finanziaria, sacrifici sempre e solo per noi piccoli artigiani... L'Italia dei privilegi e dei lavoratori in nero ci sta ammazzando e noi stiamo a guardare, perché non possiamo fare altro... siamo alla luce del solo e non siamo politici. Rispondi


  • roberta

    Posted: 4 Luglio 2011


    Leggo queste poche righe che appaiono umili sulla porta di una associazione che gestisce terre sottratte alla mafia in sicilia (dove di guerra ne sanno qualcosa...)....e le condivido con voi: "RAGAZZI,GODETEVI LA VITA, INNAMORATEVI, SIATE FELICI....MA DIVENTATE PARTIGIANI DI QUESTA NUOVA RESISTENZA. LA RESISTENZA DEI VALORI, DEGLI IDEALI. NON ABBIATE MAI PAURA DI PENSARE, DI DENUNCIARE, E DI AGIRE DA UOMINI LIBERI..." Ecco......comunque resistere....!!!!! Non arrendersi mai..... Non farsi fregare dall' assuefazione, dall'apatia, sconvolgersi la vita piuttosto, ma non accontentarsi mai......intraprendere strade tortuose, in salita e cercare di arrivare comunque fino in cima, anche se mille volte ti verrebbe da fermarti, anche se qualche scorciatoia ti fa l'occhiolino..... Perchè oltre a guerra e pessimismo esistono anche amore e ottimismo.....e, cavoli, esistono i medici coscienziosi, le "brave persone", quelli che si reinventano ogni giorno per portare a casa "la pagnotta", i politici onesti (pochi, vabbè).....quelli che vanno a votare e ci credono ancora, quelli che spengono la televisione e la sera giocano a monopoli con i figli, quelli che lottano per il senso di responsabilità che hanno verso i dipendenti, quelli che ogni sera prendono la pastiglia per dormire, quelli che la notte vogliono proprio rimanere svegli....e quelli che scattano foto e ti aprono un mondo....... Io ci credo ancora...... Rispondi


  • clod

    Posted: 4 Luglio 2011


    Forse le più belle, seppur tristi, parole che leggo di te. Rispondi


  • sonia

    Posted: 4 Luglio 2011


    Chissà se questo mondo voglia darci un po di speranza o far spegnere del tutto la luce?! Quanto scrivi Davide, è vero e desolante, come quanto scrive Nando di se. Mi spiace. Rispondi


  • Nando

    Posted: 4 Luglio 2011


    Caro Davide, come al solito i tuoi concetti non fanno una grinza, noi da un mese non scattiamo una foto, ho fatto quasi disperatamente varii giri di telefonate da nord a sud ai miei clienti che per anni hanno dato da mangiare a me, ai miei figli ai miei collaboratori a all'indotto della mia azienda che con i suoi 1700 mq produceva materiale che serviva, riuscendo, a far vendere prodotti e a arricchire le aziende che li producevano.Nulla , pianto generale, aziende con 70 dipendenti rimasti in 30, altre con 3000 rimaste con 1200 ecc ecc, Avevo avuto la sensazione che dopo anni di mazzo ero finalmente arrivato!!Mai pensare in grande, tutto si è sgonfiato e dopo anni di declino, ristretti in mq e in collaboratori , siamo quì fermi a guardaci in faccia, puliamo lo studiio ma ora è troppo lucido, basta. Sono arrivato a 73 anni e di tutto ciò che avevo fatto, non mi resta nulla. Spes ultima Dea!! Ora non ci resta che andare in ferie, quelle ce le meritiamo e poi chissà o la risalita o la chiusura, con affetto Nando Rispondi


  • Ben

    Posted: 4 Luglio 2011


    Ciao Davide, belle tristi parole. Riuscissimo a rendercene veramente tutti conto (anche se sono in troppi a trarre vantaggio da questo sistema canceroso e purulento), potremmo contemporaneamente spegnere la televisione, non andare più a votare, e ritirare tutti i soldi dal conto in banca. Ed è proprio con questi tre semplici ed apparentemente inutili gesti che scoppierebbe il caos. Un caos che purtroppo non riconoscerebbe il bene e il male, avvolgerebbe tutto e tutti, ma sarebbe l'inizio di un nuovo ordine. Rispondi


  • gianfranca

    Posted: 4 Luglio 2011


    Tanks. Photo's madonna is beautiful and also... Now it’s raining. It’s raining garbage, which flows in the streets like a stinky river. Just some time back it was possible to protect themselves from financial crisis, maybe with a bit of saving. But now in this murdered country nothing has been spared. Sooner we realise it, the better. .. Well, d.d., gfc, see you soon Rispondi



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